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Io e il mio lavoro

La mia formazione professionale: Mi diplomo Geometra nel 1991 e dopo un breve periodo di approfondimento presso uno Studio tecnico entro a far parte dell’azienda di famiglia. Mio padre Renzo ha iniziato l’attività di fornitura e posa pavimenti nel 1958. Mio Nonno invece già operava in edilizia come costruttore tra la prima e la seconda guerra. Mio padre nel 1980 espande la propria attività anche all’edilizia cercando di fare tesoro dell’esperienza del Nonno che intanto aveva lasciato allo Zio la continuazione dell’attività. Nel 2010 la crisi del mercato immobiliare e alcune scelte forse sbagliate (nell’intento di tener fede agli impegni presi) determinano il “congelamento” dell’azienda…. un dolore immenso, inspiegabile, io e mia sorella ricominciamo da “0” facendo tesoro degli errori commessi ma con un bagaglio esperienziale che non si trova sui libri e neanche nelle parole di alcuni “specialisti della crisi”. Ripartiamo da capo con alcuni principi fondanti: il valore della relazione determina la capacità di rialzarsi; a lungo andare ci si identifica con il proprio lavoro; meglio poco e fatto bene; se non dai fiducia non ti realizzi, ci sarebbe altro da dire ma mi dilungherei troppo. Dal punto di vista professionale, negli anni che hanno preceduto la crisi, non ho smesso di formarmi, ma ho compiuto un errore che poi ho scoperto abbastanza comune tra chi ha il compito di indirizzare l’attività di un azienda (nella ns azienda edile operavano stabilmente circa 35 persone….): se perdi il contatto umano con l’unità produttiva (se non ci si sporca le mani insieme..) non hai la piena percezione della qualità e non riesci ad ottimizzare i costi; è bene collaborare con persone che non siano totalmente subordinate (gli “yes man” sono la rovina delle aziende…) e che abbiano uno spiccato senso critico unito al desiderio di costruire e non solo demolire (a volte serve anche quello…..). Nel 2011 diamo vita alla Conca srl…… sono ritornato a sporcarmi le mani, il gusto della fatica non l’ho mai associato alla vergogna e certamente la troppa fatica non è piacevole, ma essere il diretto responsabile del cantiere senza fruire di sub-appalti mi ha ridato la relazione con il cliente, l’orgoglio e la responsabilità del lavoro eseguito…. tanta fatica ma anche tanta soddisfazione. Mi tengo aggiornato sulle nuove tecniche, le normative, le ricerche nel settore, eppure riscopro ogni giorno che in un cantiere edile ciò che più conta (torno a dirlo) è la relazione e la qualità della relazione, quando mi trovo ad organizzare/coordinare 15 aziende mi concentro sul risultato (tempi; qualità; costi; ricavi) ma ancor di più su quanto mi sono veramente “speso per il mio cliente” per colui che mi ha dato la sua fiducia (e so bene che non posso misurare il mio fare solo sul suo grado di soddisfazione….. ma su quanto, in coscienza, mi sono impegnato). Nella mia vita ho fatto qualche grave errore, i miei errori mi seguono e mi ricordano 3 grandi insegnamenti: fare di ogni lavoro un capolavoro; rialzarsi sempre; c’è sempre qualcuno a cui chiedere perdono (me le porto nel cuore).

L’esperienza insegna…

“Ognuno e’ ciò che è?” oppure “Ognuno è ciò che può diventare?”. Mai anteporre il profitto alla qualità del prodotto. Gli errori, in cantiere, spesso nascono da limiti rifiutati, un “no ben accolto” è la premessa per un buon lavoro. Se la persona alla quale ci si affida ostenta una “sicurezza incrollabile” è bene farsi qualche domanda… una ragionevole dose di insicurezza genera domande che risolvono i problemi prima che si producano 😉

https://www.concasrl.it/blog/mapelastic/

Il preventivo…

In fase di affidamento delle opere si interpellano varie aziende, può capitare di avere dei riscontri molto differenti… Perché? Per determinare il costo di una singola lavorazione bisogna sommare manodopera, costi aziendali e materia prima… l’interpretazione dei dati e la previsione dei tempi di lavoro può variare molto in funzione alle capacità del preventivista e, purtroppo, le tecniche di marketing. Il preventivista deve essere capace di comprendere la tecnica ma deve anche essere commerciale. Quando si valutano le offerte bisogna comprendere se il preventivo scelto ha l’unico intento di “vedersi scelto” oppure ha anche l’ambizione di prevedere la spesa finale…. se lo si comprende facilmente, nella.maggior parte dei casi, il lavoro sarà ben fatto e non genererà extra in corso d’opera 😉 http://www.concasrl.it

Massetto pavimento.

Sottofondi e intonaci con troppo cemento!

Negli anni 80 era opinione comune che per eseguire un buon sottofondo o un buon intonaco il cemento dovesse essere impiegato in abbondanza…. niente di più sbagliato. Più cemento corrisponde ad una maggiore dilatazione, ad un ritiro incontrollato ed a conseguenti crepe superficiali…. da qui le cavillature sui pavimenti le ragnatele sulle facciate. Per ovviare a qs tipo di problemi sono stati prodotti sottofondi premiscelati realizzati con inerti selezionati e leganti predosati (io preferisco i cementizi, in quanto li conosco meglio, ma esistono anche con leganti a base gesso…. si riducono drasticamente le dilatazioni). Riguardo gli intonaci… prediligere intonaci fibrati ed a base calce, la preparazione e il tipo di muratura da rivestire nonché la sua “continuita’” determina la scelta e la modalità di esecuzione.

Come scegliere l’esecutore delle opere.

In cantiere, a volte, le azioni precedono le scelte, niente di più sbagliato, senza un’adeguata programmazione si rischia di eseguire opere che non soddisfano…. ma in quali circostanze manca la programmazione? Manca quando non è definita la catena di comando…. oppure quando manca la giusta dose di umiltà  e determinazione agli esecutori coinvolti. I sup-appalti sono spesso il riflesso di questo squilibrio perché spesso si fondano sulla logica del minor prezzo… quando si sceglie l’impresa è bene chiedere chi sara’ l’esecutore manuale dell’opera e la sua formazione, se l’impresa sa dare risposte precise e circostanziate…  sei in buone mani.